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Un tempo speciale di celebrazione per la lunga missione nella regione

Beirut, LIBANO — Il 10 febbraio 2026, con grande gioia, i Frati Minori Cappuccini in Libano, della Custodia del Vicino Oriente, hanno dato ufficialmente inizio all’Anno Giubilare per celebrare i 400 anni della loro presenza. Si tratta di un tempo speciale di festa e di riflessione, pensato per onorare una missione lunga e preziosa. In questa regione, infatti, molti religiosi hanno speso e donato la propria vita, tracciando un cammino di fede e servizio che ha arricchito l’intera famiglia cappuccina con il dono di tre beati: Giacomo da Ghazir, Leonardo Owais Melki e Tommaso Giorgio Saleh.

I primi Cappuccini arrivati nell’anno 1626 nella regione del Libano (Saida o Sidone, capitale del Libano meridionale) sono stati i frati francesi della Provincia di Touraine grazie all’invito operato da fr. Joseph du Tremblay (Padre Giuseppe da Parigi) e sotto il sostegno di Propaganda Fide e dal re Luigi XIII. Durante 400 anni la missione è cresciuta, avendo chiaro un obiettivo: vivere nella semplicità evangelica aiutando i poveri, formando i fedeli, dialogando con tutte le Comunità del Paese e offrendo assistenza medica ai malati.

La presenza oggi

Attualmente la Custodia del Vicino Oriente (Libano e Siria) conta 29 frati, organizzati in 4 fraternità nelle regioni di Beirut, Surat, Baabdat e Matyleb e una a Soueida, in Siria. La maggior parte di loro sono libanesi, affiancati da due siriani e un francese. I frati continuano a prestare servizio in tre parrocchie e due scuole, lavorando in sinergia anche con la Gifra Libanese e l’OFS nell’ambito sociale, divenendo così un punto di riferimento in un contesto di povertà e di conflitti armati.

Il Libano, spesso definito come “un angolo di paradiso”, è purtroppo segnato da decenni di instabilità, divisioni e conflitti. A questo si è aggiunta una crisi economica senza precedenti tra il 2022 e il 2025, caratterizzata da un’iperinflazione che ha letteralmente decimato il potere d’acquisto dei cittadini. Le fraternità cappuccine sono state duramente colpite dalle difficoltà finanziarie, ma, nonostante i sacrifici, la missione non si è fermata e i frati hanno continuato ad essere un punto di riferimento vitale per le emergenze sociali e per l’animazione spirituale. Grazie all’aiuto di numerosi benefattori, della Curia Generale e dei confratelli in Europa, i frati continuano a mantenere attive le scuole e le parrocchie e le attività con i poveri, distribuendo pacchi alimentari e medicinali a chi ha perso tutto, inoltre hanno aperto le porte delle loro strutture in diversi luoghi a chi fugge dalle ferite della guerra (hanno dato ricovero a circa 1500 persone, sia cristiani che musulmani – questi sono la maggioranza).

In questo contesto di sofferenza, la visita del Papa avvenuta tra il 30 novembre e il 2 dicembre 2025 ha rappresentato un momento di profondo incoraggiamento e speranza. Durante il suo viaggio, il Pontefice ha visitato il convento fondato dal beato cappuccino Giacomo da Ghazir e ha incoraggiato tutti i libanesi a farsi costruttori di pace. Le sue toccanti parole pronunciate nell’omelia a Beirut, «Libano, rialzati! Sii una casa di giustizia e di fraternità!», incarnano perfettamente il desiderio originario di San Francesco e il senso profondo della presenza cappuccina plurisecolare in queste terre: servire, pregare e camminare accanto agli ultimi.

Le Celebrazioni

Sono previste diverse attività promosse dalla Custodia, con l’intento di rafforzare la testimonianza di fede e di fraternità. Fr. Elie Rahme, Custode della Custodia del Vicino Oriente, le ha rese note in questo modo:

«Per segnare l’inizio di questo Giubileo, abbiamo lanciato un video che ne sottolinea il significato, accompagnato da una lettera ufficiale inviata ai Patriarchi, ai Vescovi cattolici in Libano, a tutte le Congregazioni e ai fedeli. Questo messaggio vuole essere un invito a vivere insieme questo tempo di grazia.

Prossimamente sarà presentato un “recital francescano”, realizzato appositamente per l’occasione del Giubileo, che sarà eseguito davanti alla famiglia francescana, al Nunzio Apostolico e ai Vescovi. Inoltre, il nostro Giubileo è stato presentato al Centro Cattolico di Informazione e diffuso a tutto il popolo libanese, per far conoscere l’importanza di questo anno di grazia.

Unitevi a noi nella preghiera e in questo cammino di fede e di speranza, che ci condurrà a vivere un anno di comunione, di riflessione e di rinnovamento spirituale».

La premura dei nostri frati in Libano nel coinvolgere le molte espressioni cristiane della Regione, raggiunga ciascuno di noi: cogliamo il giubileo dei nostri 400 anni in Medio Oriente come ulteriore tappa verso le celebrazioni dei 500 anni della nostra Riforma.

 

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