Eventi di rilievo
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Il 2011 di Benedetto XVI. Il bilancio di padre Lombardi: anno intenso e sereno, di grandi messaggi che ci fanno guardare in avanti
R. – E’ giusto, perché i viaggi internazionali sono sempre punti di riferimento, nell’agenda del Papa di un anno. Vorrei incominciare a ricordare i due viaggi del centro dell’anno, cioè quello in Germania e quello in Spagna. Quello in Germania, anzitutto perché dice proprio la preoccupazione del Papa di parlare di Dio e di fare riferimento al primato di Dio nella società, anche in via di secolarizzazione di oggi, nel contesto europeo in particolare, nel suo Paese. |
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Anche il 2011 è stato un anno molto intenso per Benedetto XVI. Con il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi trac-ciamo un primo bilancio di quest’anno a partire dai viaggi internazionali. L’intervista è di Sergio Centofanti:
È la famiglia “la prima scuola di preghiera”. Lo ha affermato Benedetto XVI, che alla Santa Famiglia di Nazaret e al suo rapporto con la preghiera ha dedicato stamattina l’ultima udienza generale del 2011, presieduta in Aula Paolo VI. Il Papa ha ripercorso gli anni dell’infanzia e della giovinezza di Gesù insieme con Maria e Giuseppe, invitando i cristiani a “riscoprire la bellezza di pregare insieme” in casa.
Nell'Esortazione apostolica postsinodale Africae munus, Benedetto XVI praticamente all'inizio (Introduzione, 4) dichiara di essere rimasto impressionato dal realismo e dalla lungimiranza degli interventi al Sinodo dello scorso anno. Vale per tutti gli aspetti della riflessione fatta dalla Chiesa universale sulla sua condizione in Africa, ma vale anche per comprendere meglio l'azione di quelle Chiese locali, di quelle società civili che in parte educano e formano, degli attori di questa realtà. Terra tradizionalmente di missione, l'Africa trova oggi, nonostante la sua persistente emarginazione dai grandi consessi internazionali, una sua propria capacità di missione che è anche servizio sociale, contributo culturale e persino antropologico alla costruzione di una convivenza internazionale diversa.