| Novità - Eventi di rilievo |
di Miriam Iovino
fonte: Città Nuova
In occasione dei trent'anni della Giornata mondiale della gioventù, il papa invita a riscoprire la bellezza della vocazione umana all’amore, a ribellarsi contro la tendenza a banalizzare l’amore, soprattutto quando si cerca di ridurlo solamente all’aspetto sessuale: «Abbiate il coraggio di andare controcorrente. E abbiate il coraggio anche di essere felici».
Era il 1985 quando papa Giovanni Paolo II, oggi santo, diede vita alla prima Giornata mondiale della gioventù. Un appuntamento annuale indetto per promuovere le aspirazioni dei giovani ad avere un proprio spazio nella chiesa e nel mondo, che ogni due, tre anni, si celebra a livello internazionale richiamando centinaia di migliaia di giovani. L'ultima Gmg mondiale si è svolta nel 2013 in Brasile. La prossima invece sarà nel 2016 a Cracovia, in Polonia.
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Non esiste umiltà senza umiliazione. Papa Francesco, nella Domenica delle Palme che apre alla Settimana Santa, ricorda che “Dio si umilia per camminare con il suo popolo” e sottolinea “l’umiliazione di quanti, per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati”. Questa – dice – è la via per seguire Gesù e per vivere la Settimana Santa. Il servizio di Fausta Speranza:
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Mercoledì 15 aprile 2015, ore 16,00
Pontificia Università Antonianum - Aula A
L’agiografia di Bernardino da Siena
Seminario di studio in occasione della pubblicazione di
L’agiografia su Bernardino Santo (1450-1460), a cura di D. Solvi
SISMEL - Edizioni Galluzzo, Firenze 2014
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Una sosta di preghiera nel giorno dell'Annunciazione
Il mistero dell'Incarnazione non è solo il concepimento di una nuova vita, ma anche l'inserimento in una famiglia - ha detto il Papa all'Udienza generale nel giorno dell'Annunciazione. In una famiglia umana. Il Signore infatti rafforza anche Giuseppe, perché accolga Gesù e gli sia padre. L'incarnazione dunque come occasione per riflettere sulla famiglia umana. Non per niente il 25 marzo di venti anni fa Giovanni Paolo II firmò l'Evangelium vitae - ha proseguito il Pontefice - in cui la famiglia occupa un posto speciale, in quanto grembo della vita umana.
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Francesco al clero partenopeo: basta col "terrorismo delle chiacchiere". Bisogna mettere al centro della vita Gesù e non i contrasti con confratelli e superiori, avere spirito di povertà, essere misericordiosi. Si deve scegliere invece la fraternità, l'apertura e ritrovare la gioia della testimonianza. E nel duomo il sangue di san Gennaro si scioglie a metà.
Per il suo incontro con il clero, i religiosi e i diaconi permanenti nel duomo di Napoli, papa Francesco aveva preparato un discorso. Un testo prontamente accantonato e sostituito con le parole pronunciate a braccio sulle testimonianze che un consacrato deve dare. Un discorso importante, seguito dallo scioglimento parziale del sangue di san Gennaro, "miracolo" accaduto forse per la prima volta davanti a un pontefice. È stato dunque un momento molto intenso, quello vissuto nel duomo, e non sono mancati allegri siparietti, come quando Francesco è stato attorniato e ricoperto di doni dalle suore di clausura a cui il cardinale Crescenzio Sepe aveva concesso di partecipare all'incontro.
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La visita a Napoli di papa Francesco ha avuto la forza di uno tsunami: le sue parole a braccio e i suoi gesti fraterni hanno conquistato la gente, anche perché Bergoglio ha gettato tanti sassi nello stagno…
Ho seguito la visita del papa a Napoli con grande interesse, anche perché ero venuto a conoscenza del fatto che nelle ultime settimane Bergoglio aveva sconvolto il programma che gli era stato proposto, centrando risolutamente i propri interventi sulle piaghe della città e sulle grandi potenzialità dei suoi abitanti. Le cronache puntuali di Sara Fornaro, che potete leggere qui sotto, danno il tono della visita e sottolineano i suoi principali momenti, oltre che le parole dirompenti del papa.
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É l’uomo che crea le distanze e le accorcia.
Alcune settimane fa è avvenuto un fatto a cui i mezzi di comunicazione hanno dato pochissimo risalto: un clochard teutonico che viveva sotto i portici del colonnato del Bernini a Roma è morto. Fin qui nulla di strano. La notizia è che il Papa ha autorizzato la sua sepoltura nel cimitero germanico del Vaticano, tra principi e re. Subito mi è venuta in mente «‘A livella» di Antonio De Curtis – Totò, il dialogo tra il marchese e il netturbino don Gennaro:

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