Eventi di rilievo
Eventi di rilievo
di Michele Zanzucchi
All’Angelus di domenica 4 gennaio papa Bergoglio, usando la sua consueta trasparenza, ha annunciato la nomina di 15 nuovi cardinali elettori e di 5 ultraottantenti, senza diritto di voto quindi. Ha poi letto la lista dei neo-porporati, suscitando non pochi commenti nella folla. Perché le scelte di Bergoglio sono state come al solito inconsuete, spiazzanti, originali, almeno secondo i canoni cui eravamo abituati. |
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15 cardinali elettori e 5 ultraottantenni insigniti della porpora nel prossimo 14 febbraio. Confermate le grandi linee del pontificato di Bergoglio.
Tanti i commenti in tutto il mondo alle nomine cardinalizie annunciate ieri dal Papa al termine dell’Angelus. La Chiesa, dunque, il 14 febbraio avrà 20 nuovi porporati, di cui 15 elettori: in molti vengono dalle cosiddette periferie, Oceania, Africa, Asia, America Latina. Sarà cardinale anche mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo di una piccola diocesi italiana, Ancona. Sergio Centofanti gli ha chiesto come abbia accolto questa nomina:
È un polittico di 23 sante distribuite nell’arco di venti secoli di storia del cristianesimo: nelle singole tavole, occupate dalle figure aureolate, si ha quasi sempre un riquadro curioso, spesso legato alla nostra contemporaneità.
Una “Preghiera per Roma”: l’hanno voluta il cardinale vicario Agostino Vallini e il Consiglio episcopale della Diocesi e si svolgerà il 22 dicembre, alle 19.00, nella Basilica di Santa Maria Maggiore. “In questi giorni la nostra città vive pagine amare della sua storia per le gravi vicende di corruzione”, scrive il cardinale Vallini nella lettera che invita i fedeli a ritrovarsi davanti all’icona della Salus Populi Romani. Di fronte al “clima di sfiducia e di pessimismo, già presente a motivo della grave crisi economica”, aggiunge il porporato, “la nostra Chiesa diocesana … sente più che mai l’urgenza della conversione dei cuori e di annunciare la speranza per una nuova stagione di legalità e di serenità”.
Una comunicazione autentica guarda alla vita reale senza correre dietro a mode o allarmismi. E’ quanto sottolineato da Francesco nell’udienza in Aula Paolo VI alla comunità di lavoro di Tv2000, definita dal Papa la “televisione della Chiesa italiana”, e di Radio InBlu. Il Pontefice ha esortato i media cattolici a “risvegliare le parole”, ad aprirsi e non chiudersi e, ancora, a parlare alla persona tutta intera. L’indirizzo d’omaggio al Papa è stato rivolto da mons.