Eventi di rilievo
Eventi di rilievo
Una quindicina di coppie, una quindicina di storie matrimoniali, di famiglia, cominciate 25, 50, 60 anni fa davanti a un altare e che davanti all’altare di Papa Francesco si ritrovano assieme per ringraziare Dio del traguardo raggiunto. Una scena insolita per la cappella di Casa S. Marta, che offre al Papa l’occasione di riflettere sui tre pilastri che nella visione della fede devono sostenere un amore sponsale: fedeltà, perseveranza, fecondità. Modello di riferimento, spiega, sono i “tre amori di Gesù” per il Padre, per sua Madre, per la Chiesa. “Grande” è l’amore di Gesù per quest’ultima, afferma Papa Francesco: “Gesù sposò la Chiesa per amore”. E’ “la sua sposa: bella, santa, peccatrice, ma la ama lo stesso”. E il suo modo di amarla mette in mostra, dice, le “tre caratteristiche” di questo amore: |
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Fedele, perseverante, fecondo. Sono queste le tre caratteristiche dell’amore che Gesù nutre verso la Chiesa, la sua Sposa. E queste sono anche le caratteristiche di un autentico matrimonio cristiano. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa mattutina celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Il grido di esultanza che parte dal settore dei sacerdoti, in grado di capire l’italiano, esplode appena il papa, al termine della recita del Regina Coeli, lancia con voce sommessa la novità che tutti bramavano. «Invito il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il presidente israeliano Shimon Peres ad elevare insieme con me un’intensa preghiera, invocando da Dio il dono della pace». E precisa, con concretezza, il luogo: «Offro la mia casa in Vaticano per ospitare questo incontro di preghiera». La folla palestinese, assiepata nella Piazza della Mangiatoia per partecipare alla messa papale, libera un applauso vigoroso, appena capita la proposta.
Non tanto una prolusione, quanto una meditazione e all’inizio una confidenza. Con questi toni il papa ha aperto la 66esima assemblea della Conferenza Episcopale italiana. Traccia l’identikit del vescovo e indica le priorità: famiglia, lavoro, migranti.
Padre Guglielmo Sghedoni da Corlo di Formigine, sacerdote Cappuccino, nel prossimo luglio avrebbe celebrato 72 anni di sacerdozio e compiuto 96 anni di età. Da alquanto tempo si era trasferito nell’infermeria provinciale del convento di Reggio Emilia, dove poteva godere di diversi servizi per un suo maggiore benessere fisico.