Eventi di rilievo
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"Imparò in fretta a fare il Papa", dice il cardinale di Cracovia, "con tanto ascolto e tanta preghiera"
Finché un giorno dell’ottobre 1966 l’arcivescovo metropolita di Cracovia lo invitò a casa. Aveva ventisette anni e gli chiese di aiutarlo come suo segretario personale. «Da quando?», chiese don Stanislaw. «Da subito», rispose Wojtyla. E il giorno dopo Stanislaw Dziwisz cominciò l’avventura più importante della vita. Il cardinale a volte si commuove, stringe forte le mani dell’interlocutore, serra un po’ le labbra. Chi lo va a trovare nella casa di Cracovia, che fu di Wojtyla, lo sa che se si domanda delle sue emozioni lui si turba, ma non le nasconde affatto. Non ha paura delle lacrime, il cardinale di Cracovia. E risponde: «Ci penso, ma è un turbinio di immagini e di parole, risento la sua voce possente, che sapeva farsi dolcissima, ma anche diventare invettiva, come quel giorno ad Agrigento contro la mafia, o cercare di superare le grida della piazza in Nicaragua quando i sandinisti gli avevano spento il microfono e lui gridava più forte. Rivedo tutto, risento tutto, 27 anni di pontificato e prima, gli anni in Polonia». |
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Si guarda indietro, perché la domanda la intuisce e già un velo di commozione gli scende sullo sguardo. Eminenza, c’è una parola, una sola, un fatto, uno solo, di Karol Wojtyla che lei ha inchiodato nella memoria e nel cuore? Il cardinale Stanislaw Dziwisz conobbe Karol Wojtyla a 18 anni, nel 1957. Era il suo professore di etica. Sei anni dopo, il 23 giugno 1963, Wojtyla, giovane vescovo di Cracovia, lo ordinò sacerdote. Le prime tappe sono state queste e tutto sembrava fermarsi lì.
La tragica esperienza vissuta accanto a Gesù da uno dei 12 apostoli, Giuda Iscariota. Ad essa, che rappresenta uno dei drammi più foschi della libertà umana, il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, ha dedicato la sua omelia nella Celebrazione della Passione del Signore presieduta in questo Venerdì Santo da Papa Francesco nella Basilica Vaticana. La sua vicenda, afferma, ha tanto da dirci su noi stessi, ma soprattutto sulla risposta di Gesù al peccato. Il servizio di Adriana Masotti:
L’arte e la Resurrezione di Cristo trovano straordinari punti di intersezione in molti dipinti e affreschi. In questo servizio di Amedeo Lomonaco vi proponiamo un percorso iconografico attraverso le opere, in particolare, di Piero Della Francesca, di Raffaello e di Caravaggio.
